Pensiero d’un pomeriggio d’estate

Ricordo da ragazzino i pomeriggi assolati, il tempo che sembrava fermo, immobile, io con esso rallentavo le mie funzioni, mio nonno riposava e ogni tanto un lieve refolo alleggeriva l’aria.
Non più che ricordi dei tempi in cui la passione, cattiva compagna della coscienza, non ci faceva avvertire il tempo che scorreva, la precarietà di quegli istanti, saremmo potuti morire languidamente senza provare dolore per ciò che lasciavamo su questa terra.
Oggi no, quella coscienza è troppo forte, cerchiamo la passione per rifugiarci in essa ma sono brevi momenti, è il pensiero che rovina le emozioni dei sensi, una percezione più attiva della vita che non ci lascia vivere e non saremmo disposti ad andarcene, perché abbiamo lottato troppo e ci siamo affannati per guadagnarci la nostra coscienza, per il nostro pugno di mosche.
La differenza rispetto ad allora è che oggi la vita non è una scoperta…abbiamo amato, abbiamo tradito e siamo stati traditi, abbiamo lottato, abbiamo vinto e ci siamo arresi…arresi al tempo, così tenace, così incalzante…eppure ho amato, lottato e vissuto più nei miei sogni di ragazzo che in tutti questi anni.Immagine

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