VR Idea

{oggi siamo felicissimi di ospitare sul nostro spazio una brillante mente, la quale su preciso input donatole si è prestata a darci quella che è la sua originale opinione}

Il tema che mi appresto ad affrontare è alquanto vasto,dunque non vuole essere questo scritto né esaustivo né compito,si tratta di un punto di vista personale e del tutto confutabile!

“La condizione del pensiero umano nell’epoca del virtuale”,questo l’argomento da trattare.

Arduo per la vastità,nel contempo alla portata di chiunque disponga di un cellulare,PC ecc…

Quanti pensieri possono “entrare ed uscire”,quanti sostare lì,in “bozze”:in che condizioni siano?! Difficile dirlo…il tutto dipende dal proprietario di tali pensieri…Un’infinità,comunque,per i più fortunati! Il problema credo stia diventando la possibilità sempre maggiore di comunicare ciò che pensiamo,o fingiamo di fare. Si sa,oggi conta l’apparenza,non è un luogo comune,ma una delle poche certezze che la società moderna sembra offrirci. L’apparenza è antenata del virtuale: basta utilizzare la cara “Wikipedia” per rendersi conto di quanto veritiera sia l’affermazione precedente. Il termine,abbinato all’informatica,sta appunto ad indicare qualcosa di “simulato”,”non reale”.

Focalizzando l’attenzione su questa parentela semantica, mi sono sorpresa di quanto invece,sia fondamentale attraversare la realtà virtuale per sentirsi “realizzati”, “ACCETTATI”( simpatico come tali termini rimandino alla realtà irreale appena menzionata: siamo diventati effettive,vere e proprie “richieste d’amicizia” su due gambe…). Diviene così molto difficile non considerare gli innumerevoli benefici che questo Universo parallelo con la sua sola esistenza apporti alla nostra facoltà di pensiero! I confini del mondo hanno perso di significato,la barriera imposta dalla lontananza è stata abbattuta,ma mi chiedo “dov’è la fregatura?”. La ricerca è stata ampliamente facilitata,il contatto semplificato fino all’inverosimile: nessun contatto effettivo! Tutto insomma a portata di un “click”;sì,ma continuo a diffidare: “dov’è la fregatura?”.

Il piacere di guardarsi negl’occhi,di conversare con un amico al bar,senza il pressante ed incessante “avviso di notifiche”;l’amabile relax mentale e fisico dello stendersi sul divano e leggere sfogliandolo,un buon libro( senza stancare la vista davanti ad uno schermo).

L’utopia di starsene Per Scelta (e non per batteria scarica) un po’ soli con sé stessi,di assaporare la malinconia creata dall’assenza fisica di qualcuno che vive lontano. Spendere del tempo inmaniera di certo migliore,invece che starsene tutto il giorno seduti davanti al computer: con la disperata speranza di sentirsi “al sicuro”. “Da cosa?”,forse vi chiederete; da quella solitudine esistenziale che chiunque vive… Troppo facile è diventato “spegnere” i sentimenti,soprattutto perchè siamo sparaflashati in continuazione da mille opzioni,comfort,interessi tutti Simulati,che prima o poi hanno fine. Sempre alla ricerca spasmodica dell’ultimo GADGET (ossia: “oggetto poco funzionale”!);dell’ultima super fantastica applicazione (non mi stupirebbe se domattina in cina inventassero il cellulare capace di fare un ottimo Espresso!?),della novità…

La novità è in noi,ci costituisce,ci distingue; la nostra grandezza è sminuita dal virtuale: creato dal altri uomini,per tenerci lì,come dire in “STANBY”:per definizione “modalità d’attesa”…

L’attesa deve finire,il nostro pensiero deve dominare oggetti più o meno funzionali,non viceversa;deve cadere in disuso,obsoleta come l’apparenza!

Siamo straordinari,dimentichi “ciechi e sordi”dello stupore,del sublime della nostra essenza.

Paradossale ch’io utilizzi proprio il virtuale per “spiattellare” il mio pensiero?!!?

Ma paradosso e normalità sono l’alba e il tramonto della nostra esistenza.

Ringrazio e apprezzo chi mi ha permesso di dire la mia,ed in ultima analisi posso rivalutare (con perentoria diffidenza) ciò che di buono questa Realtà-nonReale ha da offrirci…Importante,anzi determinante la modalità d’uso che l’individuo ne fa ed il suo grado di consapevolezza!

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                                                                                                                                                            Claudia

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