La piaga nera

“Un’accozzaglia improponibile”
Tralasciando l’impietosa risposta legislativa del 2002,dichiarata incostituzionale dalla Corte,un’unica voce accomuna i diversi spiriti che animano la societa civile e il mondo delle libere associazioni,parlando di lavoro nero e sicurezza,e dei corrispondenti decreti ,attualmente in vigore:maggiore chiarezza,coerenza,risposte nette,univoche ,precise.
Il cosiddetto “decreto Bersani” non è avvertito dagli esperti e dai tecnici del settore sindacale,del controllo e dai rappresentanti delle stesse imprese,come un riferimento affidabile,comprensivo delle multiformi realta che un mercato cosi vasto ed in forte e costante evoluzione,essi si trovano ad affrontare quotidianamente.
Come non puo essere messa al buio della carta e dell’opinione,soprattutto giuridica, la questione altrettanto rilevante inerente il testo unico sulla sicurezza che,non riesce ad offrire un quadro di certezza del diritto e di applicabilita pratica,a livello di mezzi e di risorse,convincente.
Giovanni Giudice,segretario provinciale della Cisl di Salerno non teme nel definire i due testi “un’accozzaglia improponibile per noi che ci troviamo a contrastare ogni giorno problematiche riguardanti il lavoro ma soprattutto i lavoratori”.

“Un gap strutturale”
Il mondo della difesa dei diritti e dell’ispezione del lavoro, si lamenta costantemente dell’inadeguatezza della regolamentazione,dell’assenza di fondi,di personale e di strutture adatte,soprattutto quando si parla di prenvezione ed informazione,a cui si oppongono,per quanto possibile,le iniziative private delle singole organizzazioni che apprestano corsi di formazione ,financo scuole di preparazione al mestiere e alla conoscenza dei diritti,basti pensare ai progressi della scuola edile salernitana.
C’è allora forse un particolare distacco,come viene ricordato da un servizio di qualche giorno fa di Ance channel,tra la realta e i tecnici del diritto del lavoro,la classe giuridica e quella politica,nuove e vecchie generazioni di giuristi?
A tal proposito non posso non ricordare,parlando di giovani generazioni, l’espressione di stupore dell’ addetto alla cura delle statistiche e dei grafici dell’ispettorato del lavoro di Salerno ,Dott Revelli,alla notizia datagli dal sottoscritto, parlando degli studi e dell’ateneo frequentato,riguardo alla mancanza di un corso di diritto penale del lavoro,e lo scarso seguito di quello di penale dell’economia
Come dunque offrire risposte convincenti senza una legislazione adatta,con una formazione in tema, eufemisticamente ,laconica e soprattutto insufficiente interesse a tematiche ricordate qualche anno fa anche dal Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno per la considerevole importanza,da parte finanche dei ragazzi ?
I silenzi

Sindacato,ispettorato,ANCE e associazioni di industriali e commercianti salernitani,chiedono soluzioni.E il lavoro non regolamentare o non regolamentato o nero,è un effetto della peggiore tra le congiunture socio-politiche,avvolte da una pratica che non è sconosciuta a questo paese: il silenzio.
Mi sono recato presso qualche piccolo cantiere della provincia di Salerno per parlare con i lavoratori:tutti chiedono a viva voce che la legge presti loro ascolto: il lavoro nero influisce sulla vita di alcuni di questi soggetti per ridotto o mancato pagamento ,aumento del monte ore,scarsa sicurezza: niente di tutto cio viene denunciato indirettamente ,direttamente o nel corso delle ispezioni per timore di perdere il posto di lavoro il giorno dopo:la ritorsione piu probabile.
Molto spesso,come l’ispettore ha tenuto a precisare,e come ho riscontrato ,la connivenza ne fa da padrone,a vantaggio dello stesso imprenditore che se ne giova abbassando i costi di produzione e riuscendo a vincere le gare d’appalto facilmente,là dove il lavoro è nero perché piaga strutturale quasi patologica,dell’impresa stessa-questo modo di fare impresa è irreale,scarsamente produttivo per tutta la societa-ricordava Lombardo,Presidente dell’ance,in un’intervista poco tempo fa.
L’azienda che trae giovamento da queste situazioni viene quasi prontamente presa di mira o dall’amministrazione finanziaria,o dall’ispettorato medesimo: andare eccessivamente al di sotto della soglia stabilita dai tecnici pubblici o privati a servizio dell’ente che abbia bandito la gara è un segnale lampante di irregolarita.
E ,parlando di connivenza e silenzio o falso silenzio, il segretario mi ha raccontato di medici che analizzando la lesioni di lavoratori a nero,pur avendo consapevolezza del contrario,refertano il tutto come incidente domestico.

Ispezioni,cantieri ed imprese

Il Segretario Giudice mi ha fatto presente come si siano organizzate “task force “ di ispettori di INPS,Inail ed ispettorato,negli ultimi anni ,per ovviare alla tragica assenza di risorse umane,e strutturali di questi Enti”non è piu come durante la prima Repubblica” mi ricorda”qui non sanno come dividersi: siamo nella piu vasta provincia del paese.Nessun”padrone” di grande azienda rischierebbe multe ,sequestri o conseguenze peggiori,per aver assunto qualcuno irregolarmente.Molti di loro hanno il DURC e sta per partire la patente a punti per le imprese sane ,la quale assicurerà ai terzi la correttezza di molte di esse: bisogna puntare il dito contro le piccole-medie imprese,che in questa provincia sono la realta piu presente”
Ritorno allora con il pensiero,ai lavoratori dei cantieri delle “piccole medie imprese contro cui puntare il dito”con cui ho parlato: molti li colpevolizzano, per l’offerta di lavoro a basso prezzo, corrispondente ad un risparmio ,per il piccolo imprenditore, considerevole ( dati Ance parlano di una diminuizione del pagamento fino al sessanta per cento ,in pratica,come precisano gli operai: “avrebbero dovuto darmi duecento euro con i contributi ,al giorno; me ne danno quaranta o cinquanta”):il fenomeno in questione non avrebbe luogo affatto,li accusano ,se l’offerta di manodopera irregolare venisse meno.
Eppure,il fulcro del problema non sono i lavoratori ,quanto le regole di un mercato che non permette loro di entrare e rimanere saldamente nel mondo del lavoro: tra operatori sindacali del settore edile, discutevano “se con questa crisi vieni licenziato per un motivo o per un altro a quarant’anni ,non rientri piu nel giro” la risposta dell’altro è stata eclatante”entrarci a venti regolarmente è altrettanto difficile”,non credo,dunque che ,soprattutto in questo periodo ,si possa imputare ad un operaio,edile o agricolo, l’assenza di un improbabile desiderio di accontentarsi di sbocchi professionali umili in quanto non posso non riportare la volontà forte “di portare il pane a casa”: cio comporta spesso lo scendere purtroppo a patti con i propri valori, mettendo a rischio la propria incolumita.

I settori

Parlando di settori,nella provincia di Salerno i piu interessati sono il piccolo commercio,l’edilizia e l’agricolutura: analizzando i dati dell’ispettorato ,notiamo come il numero delle aziende irregolari sia praticamente la metà di quelle ispezionate ed è un dato quasi costante tra 2011 e 2010.
I lavoratori a nero si attestano sul migliaio,con la presenza per quanto minima di lavoratori stranieri ,clandestini o con permesso.
Per non parlare degli agricoli: la piana del sele ,come mi indicò il segretario” è piena di situazioni a forte rischio legalità ,sia per quanto riguarda i diritti del lavoro ,per sottopagamento,orario sia per quanto riguarda le condizioni di vita difficilissime,dentro e fuori dal campo.”
Nel piccolo commercio ,dal cameriere che porta il caffè,fino al rivenditore che lavora dipendendo da un superiore,i casi sono frequenti e capillari: le grandi aziende sono toccate poco,mentre alcuni piccoli esercizi si guardano bene ad assumere a nero, per evitare controlli,essendo,come il Prof.Marco Naddeo ha precisato una volta,”lavanderie”:al che un sorriso amaro mi ha avvolto il viso: per lavorare regolarmente dobbiamo forse farci assumere dai camorristi?

Nero non a caso

Verificando i dati inerenti la presenza nella nostra provincia di lavoratori edili stranieri,soprattuto dalle rilevazioni della Cassa edile,si riscontra piu del 32 per cento di lavoratori stranieri assunti regolarmente; il fatto che buona parte degli stranieri che siano coinvolti dal fenomeno in questione rientrano in quella cifra nera ,non denunciata o non riscontrata durante le ispezioni, mi porta a chiedermi: se quasi un terzo deglii stranieri a salerno costruisce per noi regolarmente,quanti di loro lo fanno irregolamente?
Entrare in un cantiere a volte è entrare in un mercato di vernacoli e lingue differenti:su dieci operai di solito tre o quattro sono maghrebini,dell’est o dell’Africa nera:molti di loro non hanno il permesso di soggiorno e non mi sono mai azzardato a chiedere loro se sono in regola con la contribuzione:molte volte non parlano neanche la nostra lingua e comunichiamo alla bene e meglio.
Ed in quei casi ricordo le parole del Testo unico: casco,guanti,scarpe da lavoro,tuta e occhiali-e mi vien da ridere: molte volte , vengono a lavorare giusto con la canottiera,le scarpe da ginnastica ed un pantalone da tuta,italiani e non;molti di loro non hanno alcun tipo di contratto.

I parassiti

Termino, riportando di una figura la cui descrizione non è facile ritrovare nei manuali: per venire “arruolati “,i lavoratori a nero o si presentano in cantiere o al campo da coltivare forrendo la propria opera,o vengono contattati da un soggetto che tra gli operai viene chiamato Capo-relato: una particolare “maschera” intermediaria che di propria iniziativa o sottoposto all’imprenditore,ricerca lavoratori disposti a guadagnarsi i quaranta,cinquanta euro ,senza strumenti di sicurezza personali o collettivi,senza contributi ,con poche rassicurazioni e tante speranze: la speranza di poter tornare a lavorare il giorno dopo; la speranza di riuscire a tornare a casa dai figli.

Tra l’impossibile e l’inutile

Cosi ragionando sui fatti ,arrivo alla conclusione: i dati sono parte di una realta vasta e poliforma e rappresentano solo una minima parte del problema;la politica non da certezze;i dottori in legge sono divisi da opinioni diverse sull’applicazione della legge stessa,gli imprenditori assumono a nero,i lavoratori si fanno assumere,l’universita fa cio che puo,i medici fanno buon viso a cattivo gioco,le piccole-medie imprese buona parte delle volte non hanno i conti in ordine: non è il lavoro,è l’intero mercato che è falsato: nel duemilaotto l’allora segretario generale della Cisl,Piero Ciotti,scrisse la prefazione ad un prontuario per tecnici chiamato: quaderno per la sicurezza e precisava: si sono accorti ,come per la mafia,dell’esistenza di un fenomeno sotto gli occhi di tutti da sempre.reagire quando non c’è un netto legame tra il diritto,il palazzo e la realta ,non è difficile,è impossibile,se non inutile”.

 

Aziende totali

2010 2011
Aziende ispezionate 3325 3771
Aziende irregolari 1723 1665
Lavoratori a nero 1011 1203
A nero extracomunitari,clandestini 9 14
A nero extracomunitari con permesso 66 113
Violazioni della sicurezza 2052 1143
Aziende sospese 200 113

Imprese edili

2010 2011
Aziende ispezionate 1631 1680
Aziende irregolari 720 732
Lavoratori a nero 562 583
A nero extracomunitari,clandestini 4 8
A nero extracomunitari con permesso 35 77
Violazioni della sicurezza 983 991
Aziende sospese 91 95

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