Sublimare alchemico

….ovvero il passare dallo stato solido allo stato gassoso senza transizioni intermedie.

Si ha la certezza,per quanti sforzi possano allattare il dubbio, di poter razionalizzare tutto ciò che accade(il mondo) e questo appare cristallino quando il ragionamento è dotato di un certo gusto estetico,una bella veste.

Lo zolfo gassoso subisce un processo di sublimazione inversa a temperatura e pressione standard,passando direttamente alla durezza del solido,perdendo ogni forma volatile.

Un impatto forte col reale costringe inevitabilmente,nelle forme del dolore e dell’angoscia(kierkegaard ne sarebbe commosso) ad adottare un principio meno soggettivo e più mediato dal confronto con i simili e con le esperienze percepite “diverse dalla propria”.

Ma il processo inizia ad essere interessante se questo zolfo sublimato viene purificato dagli altri elementi,legati a lui attraverso la sublimazione inversa.Uno dei metodi più antichi per la separazione è il pestaggio attraverso il quale si possono osservare e separare i cristalli spuri presenti nella pietra di zolfo.

In psicoanalisi, la sublimazione è un meccanismo che sposta una pulsione sessuale o aggressiva verso una meta non sessuale o non aggressiva. Questo consente una valorizzazione a livello sociale delle pulsioni sessuali o aggressive nell’ambito della ricerca, delle professioni o dell’attività artistica.(Wikipedia).

“Prendi l’uovo e percuotilo con un gladio di fuoco”.

La volontà di potenza individuale,che prima bramava più di ogni altra cosa l’essere artifex supremo del mondo,attaccando se stessa con il riconoscimento sessuale,il marcio nell’idea,per non sciogliersi in mille frammenti nel mare della psiche,infiamma ancora una volta,con costruzioni che (pur rimanendo costruzioni) sono intrise di una consapevole fiamma passionale.

Se nella fornace,lo zolfo si lega a mercurio,il fumo raccolto è di densa consistenza,a metà tra il corporeo e l’incorporeo.

La sublimazione del sè operata,rischia di essere sempre malsana,se non possiede in sè la capacità di tornare alla solidità del “Mondo reale”,stavolta senza turbamenti che macchiano gli intenti dell’Io.

“Il fuoco ama ardere”

Nessun processo è garantito con estrema sicurezza,e verso l’individuazione di sè,nessuna forza coniuga meglio l’incanto delle immagini inconsce con la realistica “sopravvivenza dell’individuo” come l’Amore(detto in ogni senso).Che appare sempre di più il motore vero del processo.

Il frutto della saggezza umana è l’albero della vita.

E in questa zuppa d’uomo,i cui elementi si sforzano di trovare un equilibrio,in cui la natura insegna alla natura come combattere il fuoco,eppure lo alimenta,si intuiscono il senso e la dimensione Umana.Che poi altro non è che la dimensione del Se,che ritorna con nuove certezze e nuove emozioni.

Ecco il serpente che si morde la coda.

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