O mio signore,

O mio signore,
sull’orlo di un abisso
sediamo come candele spente ad osservare un insolito arcano,
denso di un passato ormai lontano;
Sull’ orlo di un abisso
sediamo intenti ad osservare l’eterno mutamento
padre del nostro disumano sconforto e conforto;
Sull’orlo di quell’ abisso
in piedi, ricordiamo a noi stessi
cosa eravamo, cosa siamo e cosa saremo!
Lì animati da indomito coraggio e desiderio di vita
scorgiamo l’inatteso bagliore di una cometa divenendone sua scia
Lì risplendendo come immacolate fiammelle,
versiamo lacrime di tristezza riscoprendo la nostra rinascita;
Lì , in equilibrio tra cielo e terra decidiamo di seguire il nostro domani
perché fieri di essere vivi e sofferenti.
Amen.

Immagine
Zoro.

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