L’EVOLUZIONE DELL’UOMO(TEORIA DARWINIANA)

SIAMO TUTTI UN Pò SCIMMIE….

Più di 20.000.000 di anni fa viveva nelle foreste che ricoprivano la terra una specie animale appartenente all’ordine dei primati, di cui facevano parte le scimmie antropomorfe ( dal greco antropos = uomo e morfè = forma ), cioè simili all’uomo, come scimpanzè, gorilla , orangutango.  Essi vivevano sugli alberi, saltando da un ramo all’altro;  scendevano a terra raramente, ma quando lo facevano, usavano gambe e braccia per camminare.

Ad un certo punto il clima cambiò e di conseguenza la foresta fitta di alberi fu sostituita dalla savana, cioè una distesa di erbe alte  con radi alberi.  In seguito a  questo avvenne che alcune scimmie antropomorfe si ritirarono nelle parti interne dove la foresta rimaneva ancora, altre invece riuscirono ad adattarsi al nuovo ambiente ed a poco a poco impararono a camminare eretti solo sulle gambe ( forse per una particolare conformazione dell’osso dell’anca diversa da quella delle altre scimmie ).

Le scimmie che impararono a poco a poco a camminare erette formarono un gruppo diverso da quello delle scimmie antropomorfe: il gruppo degli  ominidi.  Essi erano agli inizi più simili alle scimmie che all’uomo: avevano la fronte sfuggente, il cranio piccolo, la mandibola molto sporgente, il corpo tutto ricoperto dal pelo.  Per questo nel nome con cui indichiamo gli ominidi compare la parola “piteco” (dal greco pitecos = scimmia ).

Il più antico degli ominidi fu il Ramapiteco vissuto circa 12 milioni di anni fa; vi fu poi l’ Australopiteco (5 milioni di anni fa ) che camminava ormai eretto ed era in grado di utilizzare pietre  scheggiate accidentalmente;

poi l’ Homo Habilis (2 milioni di anni fa) accanto al cui scheletro furono trovate delle pietre rozzamente lavorate. In seguito vi furono l’ Homo Erectus e l’ Homo Sapiens, da cui ebbero origine l’uomo di Neanderthal ( 100.000 anni fa )  e l’uomo di Cro-Magnon ( 35.000 anni fa  ) ormai molto simile all’uomo attuale.

Mentre le scimmie antropomorfe rimasero sempre uguali e lo scimpanzè di oggi si comporta come quello di un milione di anni fa, gli ominidi subirono una evoluzione e nel corso di milioni di anni si differenziarono sempre di più dalle scimmie, diventando sempre più simili all’uomo. ( Evoluzione = lenta trasformazione da forme semplici a forme più complesse. )

Il fatto di camminare eretti accelerò la evoluzione degli ominidi, in quanto, avendo le mani libere, cominciò ad usarle  innanzitutto per afferrare oggetti come pietre o bastoni, per procurarsi cibo o difendersi. Vivevano allora di raccolta, cioè si cibavano di quello che trovavano:  frutti,  radici, bacche, piccoli animali.  Fu forse per scavare meglio o per colpire un animale che pensarono di appuntire un bastone o una pietra.   Iniziò così  la lavorazione della pietra, che diventando sempre più perfezionata richiese all’ominide un lavoro di analisi dei materiali, di progettazione, di valutazione e di confronto dei risultati. Tutto questo a poco a poco sviluppò l’intelligenza,  facendo di conseguenza aumentare la scatola cranica.

Con la lavorazione della pietra avviene una definitiva distinzione tra l’ominide e le scimmie.  Infatti nessun animale è in grado  di utilizzare degli utensili o meglio di modificarli a seconda dell’uso che intende farne. Come è potuto avvenire ciò? Evidentemente quegli ominidi  all’inizio apparentemente tanto simili alle scimmie, avevano invece qualcosa che le scimmie non possedevano e cioè l’ INTELLIGENZA e inoltre caratteri fisici diversi quali: l’osso dell’anca adatto anche all’andatura eretta, il pollice opponibile che permetteva oltre alla presa di forza anche la presa di precisione e l’alluce non opponibile (andatura eretta).

Un’altra tappa importante nella evoluzione fu la scoperta del fuoco che modificò profondamente la vita dell’uomo, portandogli molti vantaggi: infatti col fuoco egli potè  riscaldarsi, tenere lontano gli animali, illuminare la caverna, più tardi usarlo per cacciare, cuocere la carne e questo rese la sua mandibola meno sporgente. Inoltre ,tenuto dapprima sempre acceso nella caverna, era un punto di riferimento a cui tornare e intorno al quale si formano i primi nuclei familiari.

Più tardi l’ominide non si limitò ad una attività di raccolta, ma, per soddisfare il bisogno di cibo ed anche per difendersi, egli   diventò cacciatore anche di grossi animali.

Annunci