Parla l’ospite: “Volava fra le bombe…”

Ormai la consuetudine del mercoledì dell’ospite sul nostro blog continua, ed è sempre un piacere per noi dare spazio agli articoli di altre persone. Quest’oggi pubblichiamo il post del nostro amico Mariano, e vi ripeto inoltre che qualora vogliate mandarci del materiale potete farlo all’indirizzo che abbiamo attivato appositamente per voi. Buona lettura.

“Volava fra le bombe”

Ricordo che m’è sempre piaciuta la storia. Cercavo sempre di capire i motivi di certi eventi, mi interessava comprendere cosa spingeva uno Stato a dichiarare guerra ad un altro. Dalle battaglie dell’antichità fino alle più recenti guerre politico-economiche, non è sempre difficile prevederne l’esito. Se il potente esercito romano guidato da Cesare, invadeva la sprovveduta Gallia, difesa dai disarmati sosia di Asterix e Obelix, era facile pronosticare un vincitore. Oggi non è così. Oggi le guerre più aspre, quelle che fanno migliaia di morti, si innescano per motivi diversi da quelli dichiarati, si combattono con armamenti più distruttivi di quelli sfoggiati sul campo di battaglia e si concludono con esiti e accordi ben differenti da quelli resi noti al resto del mondo. Ecco perché tanti scontri di ideologia religiosa, si fondano segretamente anche su altri motivi ben più segreti, economici o politici che siano. Ho sempre pensato che, nel corso della storia, siano state poche le persone che abbiano incentivato e promosso una guerra . Molte di più sono state quelle che le hanno subite sulla propria pelle. Molte, ma molte di più.

Sono anni che si parla del conflitto arabo-israeliano nella Striscia di Gaza, ma non tutti sanno bene quel ch’è successo lì decenni fa e quel che succede oggi. Probabilmente non è una storia che interessa a tutti, sicuramente ci sono tanti altri neon che attirano le zanzare dell’attenzione della gente. O per usare altra allegorica metafora:  tante persone vagano come piccole mosche, ma alla fine si sa da cosa sono attratti.

Credo che sia quantomeno doveroso, di questi tempi, cercare di chiarire per sommi capi questa storia di sangue e di territori.

Dopo la seconda guerra mondiale, le Nazioni Unite hanno concesso allo stato di Israele il territorio palestinese, confinando questi ultimi nella cosiddetta “Striscia di Gaza”, una regione costiera che affaccia sul Mediterraneo. I tentativi di rivendicazione di quei luoghi da quasi sessant’anni spingono le due popolazioni non solo a combattersi a vicenda, ma persino ad odiarsi, per via del differente “credo” religioso. Il vero problema sta nel fatto che gli attacchi Israeliani godono dell’appoggio e del sostegno di super-potenze mondiali come gli USA, la Germania e la Francia, mentre i Palestinesi rispondono a colpi di razzi e mortai, sobbarcati dall’Iran e altre nazioni musulmane. Questo potrebbe già darci un’idea di quante migliaia di civili siano stati vittime innocenti dello scontro. Il macabro primato spetta alla Palestina che ha contato fra le sue genti un numero di vittime infinitamente maggiore rispetto a quelle Israeliane. Come dicevo prima, i poveri Galli pagano un tributo sterminato nel combattere una guerra contro i Romani.

Mi sembra ovvio che i razzi di Hamas (la scia politica estremista della Palestina), messi a confronto con le bombe intelligenti dei nemici Israeliani, siano poco più che quei petardi che si usa far scoppiare a capodanno. E davvero non si riesce a vedere uno sbocco di pace, al di là di una raccapricciante intuizione su chi avrà più morti nei prossimi anni. Sembra proprio che anche la colomba bianca, che volava con il rametto d’ulivo nel becco, sia morta sotto le bombe.

pace-israele-e-palestina[1]

“Occhio per occhio…e il mondo diventa cieco” (Mohandas Karamchand Gandhi)

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