Parla l’ospite: IL GIARDINO CERCATO

Anche questa settimana parola all’ospite, RAFFAELE, che ci presenta una bellissima favola ermetica,buona lettura:

IL GIARDINO CERCATO
L’uomo, nel deserto dove si alternavano spiragli di luci ed ombre, vide uscire dalla sabbia
un grammofono, che suonava la canzone dello spirito della sua epoca che diceva: “Sono
l’egoismo e la solidarietà, la conoscenza e l’ignoranza, il crollo dei punti fermi, sono l’ideale, sono
l’incertezza… la perdita d’identità…”
Gli apparvero sette donne.
La prima, vecchia, raggrinzita, si presentò come Realtà dell’integralismo e dell’intolleranza.
La seconda, austera, dal volto coperto, disse d’essere la Realtà inconscia.
La terza, di profilo, era la Realtà parziale.
La quarta, dal ghigno furbo, era quella dell’opportunismo.
La quinta, agitata, s’affannava roteando gli occhi spalancati, si presentò come Realtà delle
passioni.
Poi, in ginocchio, con gli occhi bassi, stava la Realtà rivelata.
L’ultima, bella e serena, disse d’essere la Realtà voluta e cercata.
Dissero: “Siamo comunque figlie della Verità”.
L’uomo passò dinanzi a quattro personaggi cui aveva due domande da fare… “Di cosa vai
fiero?” “Di cosa ti vergogni?”
Pio V il Religioso rispose: “Della santità che cercai di vivere… mi vergogno della violenza
dogmatica che porta al delitto”.
Marx l’Ateo disse: “Del mio essere positivo, del credere in ciò che solo i sensi possono
possedere, del progresso sociale… Ho però creato la mostruosa divinità dello Stato-padrone”.
Carducci l’Anticlericale affermò: “Ho vinto i luoghi comuni, ho combattuto il Papa-Re e la
sua teocratica tirannide”… Poi, toccandosi imbarazzato il fiocco… “ma fui anch’io violento”.
L’Uomo libero sussurrò: “Ho cercato e cerco di realizzare la libertà di coscienza, della
ricerca spirituale, spesso ho proclamato ideali che ho cercato di attuare… a corrente alterna… mah…
chissà che…”.
Da una luce solare che incendiò la pergamena posta sotto ad una lente, si formò l’immagine
di un Maestro che, con bonaria fermezza disse:
“Crea il Libero Pensiero che deve essere puro e positivo, attivo e conoscitivo… creativo!
Pianta ogni dodici metri un albero, fa sorgere un viale in cui gli alberi non finiscono mai come il
Libero Pensiero che ogni volta dovrai ricreare; ti porterà ai giardini sacri del divenire continuo…”
Giunse alla soglia di quei giardini. Lì comparvero gli ultimi due personaggi.
Il primo era il romano Pasquino che contava allegro: “Noi semo l’esponenti der libbero
penziero… sì oggi è tutto nero, domani schiarirà …”
ll secondo, Giovanni Evangelista, gli batté la mano sulla spalla dicendogli:
“La verità ti farà libero”.

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