Argomentuum 3: La legge

Approfondire una tematica incentrata sulla Legge può risultare per vari motivi difficoltoso ma, nel continuo sforzo di instaurare un dialogo, cercheremo di semplificare(senza però banalizzare) la questione ponendo una domanda che esula da un certo tipo di conoscenze di tipo giuridiche che, seppur rilevanti, rischierebbero inizialmente di farci perdere nei meandri del Diritto.

“E’ giusto obbedire alla legge anche quando la nostra coscienza è contraria?”
Rispondere a questo interrogativo richiede un’analisi su cos’è una legge, a cosa serve e quali applicazioni essa può avere.
Possiamo nei nostri limiti definire la legge come un contenitore di valori razionalizzato in modo tale da poter regolare e garantire la convivenza degli uomini nella società.

La sua applicazione però può essere problematica, perchè se è vero che esistono materie in cui la legge si trova a dover regolare i comportamenti entro limiti precisi, ci sono campi in cui essa invece è chiamata a muoversi entro dei confini di difficile definizione; prendiamo l’esempio concreto delle leggi che regolano i rapporti commerciali o di buon vicinato e quelle che invece regolano i casi di aborto o di eutanasia. Se nei primi due casi è facile e ragionevole obbedire alla legge per i secondi due casi la facilità e la ragionevolezza dell’obbendienza può venire meno a seconda delle diverse e innumerevoli circostanze che si possono presentare.

legge

Le considerazioni ci riportano dunque alla domanda iniziale, a cui tentiamo di rispondere introducendo un ulteriore elemento e cioè quella della conoscenza. Nel dover obbedire ad una legge sarebbe auspicabile che essa, nell’impossibilità di poter definire con sicurezza i limiti e le libertà di agire degli individui, possa avere la più grande conoscenza possibile del fenomeno che si trova a dover regolare.

Stabilire se è giusto o meno obbedire anche nel caso in cui la legge preveda una maggiore consapevolezza di quella che è la materia trattata, non sta a noi deciderlo, possiamo però dire che risulterebbe sicuramente più ragionevole rispetto a qualsiasi legge che pretenda di basarsi soltanto su un determinato tipo di argomenti e dati incompleti per natura.

Infine lo Stato, o comunque l’idea che di esso abbiamo, istituito dal popolo per sè, per favorire(almeno in linea teorica) il soddisfacimento dei bisogni individuali, è chiamto ad una restaurazione, proprio per colmare questi dilemmi; come l’albero che non da più frutto e rinsecchisce per rinascere ha bisogno di nuove radici e nuovo terreno su cui prosperare, così i frutti del nostro benessere necessitano di uomini volenterosi e di idee che tocchino profondamente il desiderio di rinnovamento degli individui.

Annunci