Singolarità

Immaginate il Punto, l’infinitesima unità, non dimensionale, non temporale, contenitore perfetto del tutto e perfettamente immerso nel tutto…banalmente raffiguratevi la Singolarità.

Una stella di svariate masse solari, in condizioni particolari, collassa su se stessa; la sua forza di gravità raggiunge picchi mostruosi e nemmeno la luce(di natura fuggevole e permeabile) riesce a sfuggire alla sua tremenda morsa: nasce un buco nero.

Nero, ripeto, in quanto non lascia fuggire la benchè minima radiazione, di qualsiasi livello dello spettro. Il nostro cervello, strutturato( mi verrebbe programmato) per ragionare e astrarre in 3dimensioni non potrà mai figurarsi il continuum dello spazio-tempo ovvero le 4 dimensioni; e per meglio colmare questo nostro limite conoscitivo raffiguriamo questi oggetti mostruosi ed esotici come “buche”a imbuto tridimensionali(si tratta di una letale forzatura eppure…)

Il confine(guai a valicarlo) di un oggetto così impressionante assume il nome romantico di Orizzonte degli Eventi…già lo spazio-tempo in esso si incurva e passato presente e futuro non hanno senso, lentamente si distorcono si innestano si uniscono fino a confondersi e quindi annullarsi, la singolarità.

Esiste un detto, tra i teorici, secondo cui l’orizzonte degli eventi(il nero del buco nero) protegga la singolarità da sguardi indiscreti, che il cosmo copra l’immagine più vicina, similissima per struttura e caratteristiche, al suo  “feto” , alla sua forma un miliardesimo di secondo prima del Big Bang(l’evento zero).

Ingenui, decidiamo che in essa, in questo magnifico compedio del creato celato nelle fauci di “Cariddi”, le leggi del cosmo non valgano più o meglio che siano inapplicabili,e per milioni di strade cerchiamo di raggirare questa censura.

Quante domande può nascondere la sua infinita densita, infinita curvatura, come può il finito racchiudere l’infinito? Quanta forza ha investito l’uomo per giungere sino all’orizzonte, per essere a un passo da una visione ben più sublime di tutto quello che la scienza l’arte la musica possano concepire!  lo stesso universo ferma e conclude il mandato, si protegge e ci rammenta che mai la ricerca della verità dovrà finire, perchè in essa l’infinità si esprime, come pontezialità di unificare il creato in un semplice Punto.

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