A pesca di robofish!

Guardate qui:

sbalorditivo eh! tutto questo mi induce un serire di riflessioni sulla vita, sulla vita e sull’arte:

L’arte come imitazione della natura è un concetto che risale al pensiero aristotelico, interpretazione che si è mantenuta fino all’epoca moderna.L’uomo incantato dal mistero che il mondo incarnava ai suoi occhi con ingegno e talento pensò bene che il miglior modo per CONOSCERE fosse quello di IMITARE. Le imitazioni, storicamente, vengono definite come ombre o simulacri del reale: sono cioè approssimazioni(perfettibili) di ciò che vogliono rappresentare.
Torniamo per un istante al cyberpesce: esso è probabilmente una delle migliori IMITAZIONI della natura finora operate dell’uomo. Si potrebbe pensare che con esso l’uomo stia per sfiorare l’acme dell’intento artistico, definitivamente vicino all’intento di rendersi “creatore” di una parte almeno di Madre Natura. La scienza, la tecnica, l’elaborazione moderna del “gusto” favoriscono questa visione. Tuttavia esiste un profondo abisso tra questo pesce robotico e un quadro di Leonardo da Vinci:
L’arte è alchimia. In essa l’uomo da sempre non solo ha proiettato i suoi intenti(nella fattispecie imitare la natura) ma, ancor di più, ha proiettato le sue emozioni, i suoi strati emotivi.

Per gisutificare questa mia affermazione basta pensare allo sviluppo che l’arte ha avuto all’inizio del 900 alla luce delle scoperte psicanalitiche: un mondo nuovo si schiudeva agli occhi dell’artista, un mondo che si presentava per la prima volta non esterno ad essa ma parte pregnante della sua essenza e dunque della sua opera.
Ogni opera d’arte racchiude quindi un pezzo dell’Io che l’ha  generata. Potremmo dire(forse con delle forzature ma si tratta sempre di una mia opinione) che come il Creatore imprime nella creatura il suo  disegno ma anche le sue caratteristiche(” a sua immagine e somiglianza”) così l’opera d’arte è viva e la sua vita non è che un dono fatto di mescolanze(intrugli contraddizioni idee tecniche) preparate dall’artista più o meno consciamente. Ecco perchè il nostro cyber pesce per quanto magnifico e “oltreumano” almeno ai miei occhi non potrà conoscere(almeno per ora) l’alba del mondo. E’ privo di vita non solo biologica ma soprattutto spirituale: manca in esso la scintilla della creazione, quel fuoco fatuo che allontana l’uomo dalla morte…ripeto per ora!

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